News gennaio 2008


29 GENNAIO 2008


Box office

(multiplayer.it)
Come previsto boom al botteghino per Scusa ma ti chiamo amore di Federico Moccia, con Raoul Bova e la giovane Michela Quattrociocche al suo esordio. Nel weekend incassa oltre 4,5 milioni di euro. Seconda posizione per American Gangster di Ridley Scott, mentre al terzo posto retrocede Io sono leggenda.
Ecco la classifica al completo:
Scusa ma ti chiamo amore
American Gangster
Io sono leggenda
Alvin Superstar
Into the Wild
Non è mai troppo tardi
Bianco e nero
Aliens vs. Predator 2
L'allenatore nel pallone 2
Mr. Magorium e la bottega delle meraviglie



28 GENNAIO 2008


CROWE NOMINATO AMBASCIATORE DI SYDNEY

(contactmusic)
RUSSELL CROWE sarà protagonista di una campagna pubblicitaria a favore di Sydney negli Stati Uniti - dopo che è stato nominato ambasciatore australiano per la città. Crowe - che è nato in Nuova Zelanda - sarà un elemento costante in campagne promozionali per promuovere Sydney sul mercato americano per aumentare i visitatori provenienti dagli Stati Uniti. Oltre a Crowe ci saranno altri ambasciatori che appariranno nel promo: il miliardario uomo d'affari Peter Holmes a Court e il campione del mondo di surf Layne Beachley - entrambi nativi australiani. Morris Lemma, il premier dello stato di Sydney New South Wales, afferma: "Sono pesi massimi internazionali che possono influenzare le persone provenienti dalle industrie, affari, divertimento e sport." Il loro sostegno pubblico a Sydney sarà quello di incoraggiare le persone a visitare e a investire in imprese, turismo, arte, sport e istruzione. "The Sydney ambassadors sarà parte di una campagna promozionale che verrà vista negli Stati Uniti entro la fine di quest'anno (08)."



Aggiornata pagina Rabbitohs con altre foto



26 GENNAIO 2008


Altre foto di oggi a Jacksonville
(AAPimage)




EXCLUSIVE: Intervista a Russell Crowe

(yorkshireeveningpost.co.uk)
QUI   potete ascoltare l'intervista esclusiva a Russell in occasione della partita Rabbitosh contro Leeds svoltasi oggi a Jacksonville.

Australia Day Challenge: Souths contro i Leeds


JACKSONVILLE, FL - 26 GENNAIO: Russell Crowe allo stadio per l'Australia Day Challenge match tra i South Sydney Rabbitohs e i Leeds Rhinos al Hodges Stadium in Jacksonville, Florida. La partita è finita con la vittoria dei Leeds per 26 a 24. (Photo by Scott A. Miller/Getty Images)



AMERICAN GANGSTER batte IO SONO LEGGENDA con 3 Mln di Euro nel W-end

(clandestinoweb.com/number-news)
American Gangster guarda tutti dall’alto. Il nuovo capolavoro firmato Ridley Scott si porta a casa quasi 3 milioni di euro al suo primo weekend di programmazione, confermando il successo ottenuto in tutto il mondo anche qui in Italia. Dietro Scott resiste benissimo Will Smith, con Io sono Leggenda. Il film, dopo il boom dello scorso weekend, vede ovviamente calare gli incassi, anche in modo vistoso, ma riesce comunque a superare i 10 milioni di euro.



23 GENNAIO 2008


Goodbye Cowboy: è morto Heath Ledger

(close-up.it)
All’ultima Mostra del Cinema, pochi mesi fa, aveva strappato una risata gioiosa, perfino liberatoria, all’uditorio contegnoso e ultra-selezionato che presenziava alla “solita” cerimonia di premiazione al Lido, mentre tutto si svolgeva con la consueta fretta e secondo un copione identico da decenni. L’atletico giovane divo australiano saliva a passi lunghi sul palco e ritirava la Coppa Volpi a nome della connazionale Cate Blanchett (neo-candidata agli Oscar per lo stesso ruolo), come lui interprete di “uno” dei tanti Bob Dylan possibili. La tenuta non era proprio quella che suol definirsi “di gran spolvero”, o delle più raccomandabili considerata l’occasione di gran gala, come si affrettavano a rilevare i commentatori ufficiali: si era mai visto, si pungolavano l’un l’altro, un vip presentarsi sul proscenio in bermuda? E che dire di quell’aria trasandata, di quei colori sgargianti, di quegli occhiali da sole: praticamente la negazione vivente di qualsiasi manuale di bon ton. Le signore in abito da sera probabilmente inorridivano tra sé, ma anche loro dovevano arrendersi davanti a un’ostentazione tanto scanzonata e giovanile di nonchalance, a quel look blasé, cedendo al sorriso. In effetti, suggeriva proprio quest’impressione Heath Ledger, a ripensarlo ora, con la mente rivolta all’annuncio shockante della sua prematura scomparsa. Tanto più che è di soli pochi giorni fa la notizia del tragico decesso di un’altra giovanissima star hollywoodiana: il venticinquenne Brad Renfro, già divo bambino de Il Cliente. Un’eco sinistra, che si allunga ancora, se si ritorna indietro col pensiero pure a quell’altro tentativo di suicidio da parte di Owen Wilson, di cui tanto si scriveva e discuteva sempre nei medesimi giorni dell’ultima Mostra veneziana. Pare che negli ultimi tempi Ledger abbia vissuto per lo più a New York, in seguito al recente addio alla moglie Michelle Williams (e alla figlioletta Matilda Rose). Il suo corpo esanime, difatti, è stato ritrovato da una massaggiatrice, pare nell’appartamento newyorkese di Mary Kate Olsen (una delle due gemelline, sempre al centro di scandali per problemi di anoressia e droga), accanto ad un flacone di pillole mezzo vuoto. Ma questa è gossip o cronaca e riempie, per il tempo e lo spazio che basta, i titoli di una notizia che nelle prossime ore rimbalzerà da un media all’altro, c’è da scommetterci. Cresciuto in fretta, a detta dello stesso divo australiano soprattutto a causa del prematuro divorzio dei suoi (Heath aveva ancora solo dieci anni), appassionati fan del libro di Emily Bronte Cime Tempestose: il suo nome completo era Heathcliff, come il turbolento protagonista del celebre romanzo. A scuola eccelle negli sport, ma si impegna principalmente nella recitazione teatrale. A soli sedici anni la sua passione per la recitazione è talmente divorante e invincibile, da convincere il suo migliore amico a trasferirsi a Sidney per tentar fortuna come attori cinematografici. Gli inizi, come si dice in questi casi, sono duri, ma poi cominciano ad arrivare, prima alla spicciolata, poi in maniera sempre più continuativa e costante le prime scritture ufficiali. Dapprima si tratta per lo più di produzioni televisive di scarso interesse, poi, finalmente, la grande occasione in un film hollywoodiano, 10 Cose che odio di te. Solo all’apparenza sembrerebbe l’ennesima commediola sentimentale di e per liceali, ma si tratta a tutti gli effetti di una brillante rielaborazione del testo shakesperiano La Bisbetica Domata, che porterà gloria e fortuna anche alla sua partner sul set, Julia Stiles. Hollywood, con l’usuale miopia, tenta immediatamente di imbrigliarlo, imponendogli una sorta di metaforica armatura dorata, donandogli un’aria ripulita e schiarendogli la zazzera corvina in un più “ripulito” look da principino biondo. Ma il lampo degli occhi e le celebri fossette che compaiono inaspettatamente ai lati delle sue labbra solitamente imbronciate, tradiscono un temperamento più irrequieto di quanto gli addetti ai casting hollywoodiani vogliano far credere. In pochi anni, conquista molte sue partner sul set, spesso molto più “anziane” di lui: da Heather Graham a Naomi Watts. Poi Heath supera il provino per il ruolo del figlio maggiore di Mel Gibson ne Il Patriota: opera becera, ma che gli porta una discreta visibilità. E bisogna ammettere che, quando è in scena con Gibson, il giovane Heath ruba ripetutamente la scena al più blasonato collega. In seguito arriva un ulteriore rielaborazione in salsa moderna di una vicenda dal “sapore antico”, (lo è l’ambientazione medievale): altro grande successo per teen-ager, dei quali Heath è ormai un idolo indiscusso. Negli anni successivi conferma e approfondisce l’immagine di eroe neo-romantico nel polpettone Le Quattro Piume e nel western “televisivo” Ned Kelly (poco visto da noi). Il 2005 è l’anno della svolta, la sua grande stagione cinematografica. La Mostra del Cinema di Venezia promuove oculatamente questo giovane interprete di belle speranze, rendendolo protagonista di ben tre red carpet: tante sono le pellicole che accompagna quell’anno l’ombroso attore (sempre meno amato dai giornalisti a causa del suo carattere scontroso, in modo inversamente proporzionale alla sua popolarità crescente tra i e, soprattutto, le fans). I tre film di cui si diceva sono la poco riuscita sortita fantasy di Gilliam I Fratelli Grimm, il Casanova di Hallstrom (ancora nei panni di uno sciupafemmine) e, infine, il ruolo che ora possiamo definire “di una vita”: il cowboy innamorato che rifiuta la propria omosessualità in Brokeback Mountain. Una parte che molti giovani attori, ad Hollywood, non si erano sentiti di accettare, ma il cui fascino convince intimamente Ledger dell’opportunità di interpretarla lui. Si tratta di un personaggio le cui asperità caratteriali sono rese con grande sensibilità e da una recitazione trattenuta e sofferta, di rara maturità per un attore di soli ventisei anni. Solo la prova maiuscola di Philipp Seymour Hoffman in Capote può strappargli l’ambita statuetta degli Oscar quale miglior interprete dell’anno. Christopher Nolan, replicando a qualche obiezione sollevata a proposito della scelta di Ledger come novello Joker (dura sostituire un mostro sacro come Jack Nicholson, in una delle sue prove più ricordate, tra l’altro… ) rispondeva che Ledger era un “attore talentuoso e pronto alle sfide”. E sarà stato indubbiamente esaltante, per lui, sempre scritturato come personaggio positivo e rassicurante, calarsi finalmente nei panni di un cattivo a tutto tondo! Ha scalato in pochi anni le colline di Hollywood, il giovane divo australiano, andando dritto e indisturbato per la sua strada, in una corsa trafelata. Di questo ancora e per sempre “giovane di belle speranze” ci rimane purtroppo solo un pugno di film, non tutti memorabili. Un lascito che pervade di amarezza, a considerare come questo talento versatile e atletico, un po’ un nuovo Erroll Flynn, non sia stato incanalato in produzioni all’altezza. Con la sola, vistosa eccezione dell’anomalo western di Ang Lee. Un film che si può amare o odiare, come è stato e continua ad essere, ma questo è il bello del cinema (ci siamo divisi anche qui, sulle pagine della nostra rivista). Ma sull’interpretazione di Ledger, il consenso è stato, da subito, pressoché unanime. E non lo si viene certo ad ammettere per la prima volta ora, per piaggeria. Heath si apprestava a girare il nuovo film di Terry Gilliam, The Imaginarium of Doctor Parnassus: sarebbe stata un’occasione di rivalsa per entrambi, dopo il flop de I Fratelli Grimm, una produzione certamente non all’altezza della bravura dei due. L’aura maledetta continua a perseguitare l’autore di Brazil... Della schiera di stelle australiane che hanno fatto fortuna ad Hollywood nell’ultimo decennio – assieme a Nicole Kidman, Russell Crowe, Cate Blanchett e Guy Pearce – è stato il più giovane oltre a quello che ha bruciato le tappe nel minor tempo. E il primo, ora, a spegnersi.



22 GENNAIO 2008


Tutte le nominations agli "Oscar 2008"   QUI



Russell Crowe presenta i SAG Awards

(thewest.com.au)
Russell Crowe, Kate Beckinsale e John Travolta sono tra le stelle che presenteranno i Screen Actors Guild Awards. La 14a edizione dei Screen Actors Guild Awards si svolgerà presso il Shrine Auditorium lunedì (AEDT). Lo sciopero degli sceneggiatori non dovrebbe pregiudicare la SAG Awards perché il Writers Guild of America ha firmato un accordo che consente ai suoi membri di lavorare alla cerimonia. All'inizio di questo mese, il consueto banchetto dei "Golden Globe Awards" è stato sostituito con una conferenza stampa per annunciare i vincitori.


Will Smith è ancora 'leggenda' al box office

(qn.quotidiano.ne)
Con quasi 3 milioni di euro nel weekend, 'Io sono leggenda' non molla la testa del box office. Secondo gradino del podio 'American gangster' di Ridley Scott, con il pusher Denzel Washington e il detective Russell CroweHome 'Io sono leggenda' di Will Smith non molla la testa del box office. Al secondo weekend in sala, il terzo catastrofico adattamento del romanzo di Richard Matheson incassa 2.942.993 euro, per complessivi 10.518.404 euro. Secondo gradino del podio per la new entry 'American Gangster' di Ridley Scott, con il pusher Denzel Washington e il detective Russell Crowe, che realizza 2.878.445 euro e la più alta media per sala (6.299 euro).



21 GENNAIO 2008


Ottimi risultati per American Gangster

(diregiovani.it)
ROMA - E' partito molto bene il film American Gangster, uscito venerdì scorso nelle sale italiane. La pellicola, l'ultima di Ridley Scott che si è avvalso del pluripremiato Denzel Washington e di Russell Crowe, ha incassato nei primi due giorni 1.447.967 euro al box office, non fermando il suo esordio neanche nella giornata di ieri, arrivando a racimolare ben 2.879.524 euro e sfiorando la prima piazza in termini di incassi riferiti al singolo fine settimana. E' poca la differenza che lo separa con il podio detenuto per la seconda settimana successiva da Io sono leggenda con Will Smith, che dimezzando le entrate dell'esordio (erano 6 i milioni), si porta comunque oltre la soglia dei 10 milioni. La sfida tra le due pellicole si fa ancora più interessante considerando l'imminente notte degli Oscar, sciopero degli sceneggiatori permettendo: il pubblico potrebeb infatti riversarsi in sala per vedere due dei pretendenti ad alcune statuette.



18 GENNAIO 2008


Russell Crowe e Denzel Washington, sfida tra giganti

(iltempo.it)
AMERICAN GANGSTER, di Ridley Scott, con Russell Crowe, Denzel Washington, Cuba Gooding, Jr., Josh Brolin, Stati Uniti.
Una storia vera. Portata sullo schermo da un regista superpremiato e solido, Ridley Scott, e scritta per lui, con felicissime invenzioni narrative, da Steven Zaillan, Premio Oscar per "Schindler's List".
Siamo a New York in quegli anni Settanta in cui si stava concludendo la guerra in Vietnam mentre in patria cominciava a dilagare, sempre più frequente, il fenomeno della droga, gestito dalla potente mafia italo-americana con la connivenza, spesso, di una polizia corrotta. All'improvviso, un dato nuovo, un giovanotto nero, Frank Lucas, che da solo, senza protettori né mandanti, si costruisce un impero nel settore con la trovata di arrivare fino in Vietnam per acquistare eroina purissima spacciandola poi a prezzi concorrenziali sul mercato, ricorrendo, per trasportarla, allo stratagemma macabro di nasconderla nelle bare dei caduti di guerra, naturalmente aiutato nell'impresa da militari prezzolati. In parallelo con le sue gesta, quelle di Richie Robert, un poliziotto della narcotici così onesto che, tra il dileggio e il disprezzo dei colleghi di una pasta molto diversa dalla sua, avendo sequestrato in un'auto un milione di dollari, lo aveva puntualmente depositato ai comandi. Due personaggi l'uno il contrario dell'altro. Frank dedito alla famiglia, elegante, inappuntabile, anche nei misfatti. Richie con una disastrata situazione familiare alle spalle, malvestito, scalcinato, dedito quasi con ostinazione al dovere. Si seguono entrambi, ma in parallelo, facendoli incontrare solo all'ultimo quando Richie, dopo ansiosissime fatiche, riuscirà finalmente a incastrare Frank. Arrestandolo, ma con un risvolto, annunciato solo nei titoli di coda, che illuminerà ulteriormente il rapporto fra i due, simili anche se opposti. Azione e psicologia, affanni e considerazioni attente di quegli anni, sul pubblico, sul privato, mentre, nonostante le necessarie pause per spiegare ed illustrare, i ritmi sembrano addirittura inarrestabili, tra sorprese, colpi di scena, scontri a fuoco, non ultimo quello che finirà per mettere i due uno di fronte all'altro dopo un assalto che consente a Ridley Scott di scrivere pagine infuocate di grande cinema. Lo assecondano, ciascuno per proprio conto, due interpreti carichi anch'essi di Oscar e alle soglie di riceverne quasi certamente degli altri. Il poliziotto è Russell Crowe, dimesso, ostinato, spesso ferito. Con modi, pur in tanto dinamismo, anche interiori. Il boss della droga è un gelido Denzel Washington, con sfumature però anche umane e, pur con momenti ironici, persino dolorose. Un duetto esemplare.



16 GENNAIO 2008


Russell Crowe Promuove I Rabbitohs

(Mavrixonline.com)
Articolo e foto del 11 gennaio
Russell Crowe, dopo la cena di ieri sera al Mr Chow Restaurant di Beverly Hills, per promuovere la partita di rugby tra i South Sydney Rabbitohs e i Leeds Rhinos che si svolgerà in Florida questo mese. Crowe è il co-proprietario dei Rabbitohs e avuto l'idea di questa partita la partita contro la squadra dei Leeds per la diffusione di interesse in tutta l'America dell rugby. La gara si svolgerà a Jacksonville, FL il 26 gennaio.
(Thanks cassy)





14 GENNAIO 2008


Scansioni articolo "American Gangster" pubblicato su "Grazia" di questa settimana con intervista a Russell




13 GENNAIO 2008


Celebrity Avvistate a Los Angeles - 10 gennaio 2008

(buzzfoto.com)
LOS ANGELES, CA - 10 GENNAIO: l'attore Russell Crowe è stato visto al ristorante Mr. Chow il 10 gennaio 2008 a Beverly Hills, California, USA. Con tre film in produzione, l'American Gangster superstar non ha molto tempo per le cose futili. Russell Crowe si gode la serata in compagnia di alcune delle grandi leggende di Hollywood!
(Thanks cassy)










«Io poliziotto, Denzel bandito un duello buono al primo ciak»

(il giornale.it)
American Gangster di Ridley Scott, che in Italia uscirà venerdì, è uno dei film della stagione cinematografica più amato da pubblico e critica. Denzel Washington è stato osannato per la sua interpretazione di Frank Lucas, il boss di colore che negli anni '70 fece le scarpe alla mafia italoamericana, importando eroina dalla Thailandia e nascondendola nelle bare dei soldati rimpatriati dal Vietnam. Ma la caccia tra gatto e topo non sarebbe stata così avvincente se a far da rivale a un attore carismatico come Washington non ci fosse stato Russell Crowe. Il divo, neozelandese di nascita e australiano d’adozione, interpreta Ritchie Roberts, il poliziotto che gli fu alle calcagna per anni. E se per quasi tutta la durata del film i due antagonisti non si incontrano mai, American Gangster culmina con un lungo ed emozionante faccia a faccia tra i due. Una scena che Washington e Crowe hanno azzeccato in una sola ripresa. Della serie: buona la prima. E vedrete, non è roba da poco.
Come è stato lavorare con Denzel Washington?
«Per me è stato come chiudere un cerchio. Ci eravamo conosciuti nel 1995 sul set di Virtuosity, dove Denzel era un ex detective e io un serial killer. Una sera stavamo bevendo qualcosa assieme e Denzel mi disse “Mi piacerebbe un sacco interpretare il tuo ruolo”. Quando Ridley mi ha chiamato per questo film mi è venuto in mente quel momento, mi sembrava fosse un esempio di giustizia poetica. Denzel è un attore fantastico, preparatissimo, con una marcia in più. Tanti altri potrebbero prepararsi il doppio, ma non sarebbero mai alla sua altezza. Per il nostro faccia a faccia Ridley ci ha messo in una stanza con diverse macchine da presa che giravano simultaneamente e ci ha lasciato fare il nostro lavoro. E gli è andata bene».
Cosa l'ha affascinata del suo personaggio?
«Anche se ha valori solidi e sa resistere alle tentazioni, in un certo senso per me Richie e Frank sono due lati della stessa medaglia, entrambi senza timori, incapaci di trattenersi, e spinti da demoni interiori che li rendono sgradevoli nei rapporti sociali e sentimentali».
Roberts restituisce un milione di dollari che trova in una macchina. Cosa avrebbe fatto se li avesse trovati lei quando era un aspirante attore squattrinato?
«Se non erano contrassegnati penso proprio che me li sarei tenuti e spesi allegramente...».
Questo è il suo terzo film con Ridley Scott, dopo Il gladiatore e Un’ottima annata. Nel frattempo avete girato assieme Body of Lies, un film sulla politica estera americana, e state preparando Notthingham, una rilettura del mito di Robin Hood. Cosa fa di voi un team così affiatato?
«Dopo Il gladiatore Ridley mi chiamò per Black Hawk Down e Le crociate, ma ero già impegnato. Ci eravamo trovati bene assieme, e a un certo punto ci siamo detti che dovevamo assolutamente trovare dei progetti comuni. Non so esattamente cosa Ridley trovi in me, ma la sua stima mi lusinga molto. Non solo è un genio a livello visuale, ma ha mantenuto un approccio molto diretto nei confronti del lavoro sul set, ed è una cosa che condivido».
Per lei è più importante soddisfare se stesso o il suo pubblico?
«Se soddisfi te stesso, fai del tuo meglio come artista, e credi in quello che fai, alla fine il tuo lavoro un pubblico lo trova. La gente è spesso più intelligente di come la si dipinge. Quello che ho sempre fatto fatica a digerire è invece il bisogno del pubblico di avere un contatto diretto con l'artista, gli autografi, i fan scatenati... Ma ho capito che molta gente si fa un'immagine di te che l'aiuta a sopportare la propria vita quotidiana, e volente o nolente lo devi accettare. Gli incidenti che ci sono stati nel passato con i fan erano soprattutto dovuti a problemi miei di autostima: non mi accettavo appieno e dunque non mi sentivo degno dell'interesse altrui, e quando qualcuno veniva verso di me non capivo perché, e reagivo male. Ma sono cose che per fortuna ho superato».
Come mai ha deciso di vivere in Australia?
«Gli australiani sono gente di poche parole, più rispettosi della tua privacy. Per me Hollywood è l'ufficio, ma la mia vita vera, i miei amici, la mia famiglia, sono altrove, dove sono nato e cresciuto. Non troverei sano vivere a Los Angeles, anche se ho molti amici qui e mi trovo bene quando ci vengo per lavoro, perché è una città troppo concentrata sul cinema, e pensare al lavoro ogni minuto è stressante e controproducente. Ho bisogno di rimanere fresco per lavorare bene, per questo preferisco l'Australia».



8 GENNAIO 2008


MEGA GALLERY DI "QUEL TRENO PER YUMA"



Washington vs Crowe - Anteprima di American Gangster

(primissima)
Un titolo perfetto per un film dal fortissimo appeal grazie alla combinazione di elementi differenti, ma estremamente intriganti. Da un lato la terza collaborazione tra Ridley Scott e Russell Crowe, dall’altro il carisma e il fascino di Denzel Washington. Punti di forza per un film pensato e sviluppato per la Oscar Season e che per la sua forza e il suo impatto richiama necessariamente l’attenzione non solo, ovviamente, dell’Academy, ma soprattutto del pubblico di tutto il mondo. Oltre due ore e mezza per una pellicola ispirata ad una storia vera, ambientata nei primissimi anni Settanta quando il piccolo criminale di Harlem Frank Lucas decise di dare la scalata al mondo del crimine diventando il Signore della droga più importante d’America quando si inventò il trasporto della sua merce direttamente dal Sud Est asiatico attraverso velivoli militari americani che facevano sponda tra il Vietnam e gli Stati Uniti. A dargli la caccia, unico ad avere dei sospetti e nessun pregiudizio razziale sul fatto che un ‘nero’potesse architettare un piano del genere e riuscire a dominare anche la mafia italiana un poliziotto troppo onesto di nome Richie Roberts. Anche se i puristi del genere noteranno che la regia elegante e levigata di Ridley Scott non è quella violenta e carica di demoni ed ossessioni di Martin Scorsese, American Gangster rappresenta uno dei principali titoli di questo nuovo anno sia in termini di qualità che sotto il profilo commerciale. La chiamata di Russell Crowe è sempre molto forte in Italia dove film dall’esito meno luminoso all’estero come, ad esempio, Un’Ottima Annata e Cinderella Man hanno avuto sensibilmente più fortuna che altrove. Da notare che il film è basato sullo stesso meccanismo narrativo di Heat, quando i due nemici si incontrano, di fatto, soltanto nell’intenso finale della pellicola. Cinico e gelido Washington, brillante e sexy Crowe, American Gangster è frutto di un’interessante alchimia di elementi differenti e contrastanti, sullo sfondo del caos della New York degli anni Settanta che richiama le suggestioni visive dei film della Blaxploitation, di Serpico,di Mean Streets. Nel frattempo Russell Crowe e Ridley Scott stanno terminando le riprese di Body of Lies con Leonardo DiCaprio ambientato tra Iraq e Siria, storia di un giornalista arruolato dalla CIA per la ricerca di un capo di Al Quaeda. Dopo, si dice, tutti e due dovrebbero tornare nel dodicesimo secolo per Nottingham storia di Robin Hood riletta in chiave di triangolo amoroso tra il famoso arciere in calzamaglia, lady Marian e lo Sceriffo… Tutto questo mentre – nel frattempo – sta per uscire anche in Italia in Dvd l’edizione Final Cut di Blade Runner.



7 GENNAIO 2008


FROM IVANI:
Dear friends,
Russell Crowe Daily Planet, my blog in Portuguese about Russell, is celebrating today 2 years of activities, looking with that to honor always your visit, bringing daily fresh news and what there is with the best at internet about Russell, and always in Portuguese. Thank for your company. Being a fan for 7 years, I'd like to thank to all in Croweland who are source of inspiration, hard work and dedication to promote Russel's work to the fans of the whole world. Special thanks to Mr. Russell Crowe, Murphsplace, RussellCroweHeaven, Kaspinet, o Constant Crowe, Denin Blues, MaximumRussellCrowe, Croweitália, RussellCroweNotícias, RussellCroweInsider, BumbyCrowe, Russellove, Shadows&Dust, o LibrisCrowe, RussellCroweDream, Accueil Russell Crowe, Crowe Crossing, Mostly Russ, OHOH, The Perch, VSecin, The Sum Of Russ, Russell Groups no Yahoo, Russell Groups no Orkut, and so many others that in the moment I can't remember, but be sure, they are also at my heart. Thank You Very Much!
Ivani



DA IVANI:
Cari amici,
Russell Crowe Daily Planet , il blog in portoghese su Russell, sta celebrando oggi 2 anni di attività portando ogni giorno nuove notizie su Russell in portoghese. Vi ringrazio per la vostra considerazione. Essendo una fan da 7 anni, vorrei ringraziare tutti i Croweland che sono fonte di ispirazione, duro lavoro e la dedizione di promuovere il lavoro di Russell per i fan di tutto il mondo. Un ringraziamento speciale a Russell Crowe, Murphsplace, RussellCroweHeaven, Kaspinet, Constant, che Crowe, Denin Blues, MaximumRussellCrowe, Croweitália, RussellCroweNotícias, RussellCroweInsider, BumbyCrowe, Russellove, Shadows & Dust, LibrisCrowe, RussellCroweDream, Accueil Russell Crowe, Crowe Crossing, Mostly Russ, OHOH, The Perch, VSecin, The Sum Of Russ, Russell Groups no Yahoo, Russell Groups no Orkut, e di tanti altri che, in questo momento non riesco a ricordare, ma di sicuro, anche loro sono al mio cuore. Molte Grazie!
Ivani



5 GENNAIO 2008


"American Gangster"

(ecodelcinema.com)
(American Gangster) Regia: Ridely Scott. Cast: Russel Crowe, Danzel Washington, Cuba Gooding JR. Genere: Drammatico, colore 157 minuti. Produzione: Usa, 2007. – Distribuzione: Universal Picture and Imagine Enterteinment. Data uscita: 18 Gennaio 2008 I vincitori del premio Oscar Russel Crowe ("Il Gladiatore", "Insider – Dietro la verità") e Denzel Washington ("Training Day", "Hurricane - Il grido dell’innocenza") si uniscono al produttore vincitore del premio Oscar Brian Grazer (“A beautiful Mind", "Cinderella Man – Una ragione per lottare") e al produttore regista Ridley Scott ("Il Gladiatore", "Black Hawk Down") e allo sceneggiatore vincitore del premio Oscar Steven Zaillian ("Schindler’s List", "Gangs of New York") per un evento cinematografico che racconta la vera sconvolgente storia di una superstar divenuta leggenda passando dalle strade di Harlem degli anni Settanta al massimo potere, divenendo una delle figure più spregiudicate nel suo ambiente. La pellicola rappresenta perfettamente l’ambiente di Harlem e New York di quegli anni. Una città colpita dalla guerra del Vietnam e dal traffico di eroina per le strade, duro ricordo di una guerra odiata dall’opinione pubblica. Sotto la guida di Bumpy Johnson, uno dei boss neri del crimine della zona interna della città del dopoguerra, matura Frank Lucas (Washington). Silenzioso e accorto, Lucas, alla morte di Bumpy, sfrutta l’apertura nella struttura del potere per costruire il suo impero personale e creare la sua versione privata di una storia americana di successo. Intrallazzando rapporti con la Tailandia, nel Triangolo d’Oro, Lucas dà vita alla connection che gli permetterà di eliminare tutti i suoi concorrenti, spacciatori di eroina, dal mercato acquistando direttamente alla fonte e offrendo un prodotto più puro. Ma la sua vita è tormentata da Richie Roberts (Crowe), un poliziotto scaltro e duro, abbastanza vicino alla strada per capire che le cose stanno cambiando il loro corso. Intuisce che qualcuno sta scavalcando i ranghi della mafia e sta per dominare la scena. Per quanto siano diversi i due, Roberts e Lucas sono molto vicini, entrambi distanti dai loro colleghi e uniti da un codice rigoroso che li rende lupi solitari nei loro mestieri. Sotto la grande regia di Ridley Scott il film si carica di realismo grazie alla sua dote naturale di carpire la vita della gente. Dalla Los Angeles del 2019 in "Blade Runner" alla Roma antica di Massimo ne "Il Gladiatore", Ridley Scott ha forgiato la sua carriera sin dagli inizi nella pubblicità, come un maestro dell’estetica senza compromessi. Il regista offre una New York degli anni Settanta assolutamente veritiera scegliendo prevalentemente la camera a mano e ritrovando scorci dell’Harlem di quel periodo. Tra le migliaia di comparse, vestite ad hoc, i due protagonisti si creano un mondo proprio che si evolve con l’avanzare della pellicola. Le loro vite assumono concretezza e potenza col passare del tempo. Denzel Washington, in una delle sue migliori interpretazioni, trasmette ondate di emotività del suo personaggio. I suoi sguardi ricercati, la sua serietà e determinazione che a volte esplode in ire funeste, danno l’esatta immagine di quel personaggio della storia americana che è stato Frank Lucas. Della stessa mole è il personaggio di Russel Crowe. Un poliziotto che mette la legge e l’ordine al di sopra di ogni cosa e persona, addirittura della famiglia. Sfrenatamente contro la corruzione dei potenti come poliziotti, avvocati e politici, Crowe dà una splendida interpretazione di un poliziotto scontroso, burbero e non adatto al dialogo, quasi a imporsi come antitesi del carismatico Lucas. L’aurea interpretativa di R.Crowe sembra però affievolirsi sotto la luce che irradia D.Washington grazie anche al tributo che ha dato il vero Frank Lucas durante le riprese. Seduto sulla sedia a rotelle ricordava i momenti suggeriti dal set e descriveva persone e ambienti della sua vita. Il regista ha saputo ricostruire quell’Harlem di cui parla il vero Frank Lucas e ha ricreato anche tutte quelle persone che sono state vicine a Lucas. Il film offre più di 30 ruoli fondamentali oltre i due interpreti principali, tra cui Nicky Barnes (Cuba Gooding Jr) che rappresenta il maggior nemico di Lucas nel traffico dell’eroina. Il lavoro di ricerca dei sosia per le comparse e per le parti secondarie è stato ingente ed ha portato alla realizzazione di alcune scene straordinarie in cui si ha difficoltà a discernere le immagini reali da quelle girate. La colonna sonora ha contribuito a questo realismo dell’epoca grazie al supervisore delle musiche Kathy Nelson che spiega “Harlem era sia la musica che la droga, che qualsiasi altra cosa stesse succedendo. La scena musicale stava esplodendo, particolarmente per quel che riguardava il R&B e il Funk”. La pellicola girata prevalentemente a New York ma anche in Tailandia e Long Island, sembra vivere degli anni Settanta in tutte le sue forme, dall’ambiente alle persone alla mafia. American Gangster è stato definito un film epico, ai livelli del "Il Padrino".



2 GENNAIO 2008


"AMERICAN GANGSTER"

SITO UFFICIALE IN ITALIANO DELLA UNIVERSAL PICTURE