News agosto 2007


27 AGOSTO 2007


Rabbitohs 37 Tigers 12

(souths.com)
I South Sydney Rabbitohs hanno raggiunto il settimo posto in classifica con la vittoria, ottenuta ieri contro i Tigers per 37-12 al Leichhardt Oval di fronte a 20,232 tifosi.





Video dell'intervista a Crowe e Bale su  ISBNET.net
(Tanks Ivani)



24 AGOSTO 2007


Crowe sarà la star nel prossimo film di "Batman"

(contactmusic.com)
Russell Crowe farà un apparizione a sorpresa nel nuovo film "Batman", lo ha rivelato Christian Bale durante l'intervista alla prima del film "3:10 to Yuma" in cui recitano entrambi. Bale ha detto:"Russell farà parte del cast di "Batman", è una grande cosa e io voglio dirlo a tutti". Bale ha rifiutato di rivelare se Crowe farà parte di "The Dark Night" che verrà realizzato il prossimo anno.



23 AGOSTO 2007


Russell Crowe: Due ragazzi sono una manciata!

(extratv.warnerbros.com)
Russell crowe ha rivelato a "Extra" che i suoi due ragazzi, lo tengono molto occupato. "E' una manciata, ma è anche ub grande divertimento" dice il fiero papà. Per quanto riguarda le voci di una sua partecipazione nel nuovo film di "Star Trek", Russell ha detto:" Mah, non ho letto nulla. Non posso prendere una decisione su qualcosa che ancora non so'. Vedremo cosa accade".
Il VIDEO  QUI





Russell Crowe: "Il mio West belloe cattivo"


(lastampa.it)
Il remake di "Quel treno per Yuma" "Che divertente la parte dell’antieroe"
LOS ANGELES
Nel passato di ognuno di noi c'è un film visto da bambini che ci ha segnato. Per James Mangold, l'acclamato regista di Walk the Line, è Quel treno per Yuma, un western che non ha vinto né Oscar né particolari riconoscimenti e che era diventato la sua ossessione. Voleva farne un remake e pensava che gli Oscar raccolti con la biografia di Johnny Cash gli avrebbero facilitato la strada, ma gli studios sono diffidenti quando sentono parlare di western, un genere che è sempre alla vigilia del grande ritorno e poi scompare di nuovo. Poi Mangold è riuscito a convincere Russell Crowe a prendere la parte di Glenn Ford del nefasto bandito Ben Wade. Poi ha tirato a bordo anche Christian Bale, che ha lasciato la mantella di Batman per adottare quella del piccolo proprietario terriero che si ritrova in un'impresa più grande di lui. Esattamente 50 anni dopo, ecco dunque di nuovo 3:10 to Yuma, un western non tradizionale, senza buoni e cattivi, senza cowboy e indiani. «Mi ha sempre colpito per l'azione ma anche per il dramma tra i due protagonisti». Wade, nell'interpretazione di Crowe, non è solo un assassino senza scrupoli ma un uomo pieno di charme, uno studioso della natura umana pronto a sfruttare ogni debolezza di chi gli sta di fronte, un opportunista letale ma anche elegante, intelligente, con una vena quasi spirituale. Crowe ha la barba di una settimana, capelli lunghi non curati, una felpa da quattro soldi senza maniche sopra una t-shirt. L'anti-divo. Perché il western nonostante tutto sopravvive?
«Il fascino del western è che ti offre un mondo semplice, dove tutto è o bianco o nero, giusto o sbagliato, la vita o la morte. Siamo in un periodo complesso e la parabola morale del western è rassicurante». E perchè proprio questa storia?
«Ho letto la sceneggiatura e mi è subito piaciuta, ho visto una parte che non avevo mai fatto. Ben Wade uccide gente innocente e fa cose malvagie ma è onesto, nel senso che è chiaro e non finge di essere un'altra cosa». Si è divertito, a cavallo tra i canyons del New Mexico… «E' stato piacevole, ma abbiamo avuto molto freddo, giornate intere a meno 25. Avevo deciso all'inizio che il mio personaggio era uno che non portava né guanti né sciarpa e me ne sono pentito amaramente!». Sembra credibile con le pistole in pugno. Ne possiede?
«No, in Australia non abbiamo come negli Usa la cultura delle armi e credo sia stato un bene. In tutti i film dove ho dovuto usare pistole, sono stati instruito da professionisti e siccome iniziato da zero non hanno dovuto correggere i difetti acquisiti». Christian Bale è la sua nemesi nel film. «Conoscevo un po' il suo lavoro, ma non lo avevo mai incontrato. Conoscerlo é stato uno dei piaceri di queste riprese, molto bravo, sempre preparato e coscienzioso». Per un po’ di anni, la sua immagine è stata quella del maschio selvaggio e fuori controllo. Adesso è un papà e un marito esemplare che vive in un ranch…. «Intanto quell'immagine l'avete creata voi giornalisti, si vede che vi ha aiutato a vendere copie. E questo è uno dei vantaggi di vivere in Australia e di viaggiare quando devo lavorare: sono fuori dal vortice dei media. Sto con la famiglia, quando posso li porto sul set. Avere avuto un figlio è stata una grande gioia, il secondo ancora meglio anche se non sono per niente d'accordo con quelli che dicono che con due è più facile». Stanno uscendo altri due suoi film, Tenderness e American Gangster, diretto un'altra volta da Ridley Scott. «Con Ridley mi sento completamente sicuro, è un regista di grande spessore artistico, estremamente efficiente e sa ascoltare». Ha ancora in mente di passare alla regia?
«Ne parlo da così tanti anni che nessuno ci crede più, ma con l'estate dell'anno prossimo spero saremo in pre-produzione». Quando sceglie un film, pensa a come verrà ricordato?
«Veramente non ho questo tipo di preoccupazioni. Quando scelgo un film cerco di pensare se mi interessa in quel momento e se mi interessa al punto di svegliarmi per due mesi di seguito alle quattro del mattino. Tutto qua».



22 AGOSTO 2007


Russell Crowe a Hollywood

(etonline.com)
Russell Crowe tornerà sul grande schermo americano il 7 settembre con il remake del fim western "3:10 to Yuma" e stasera ha calcato il tappeto rosso per la prima a Los Angeles. ET ha parlato con lui sul tappeto rosso, dove Crowe ha detto che vestiva suo figlio da cow boy per entrare meglio nel clima del film. Ma il fiero papà ha aggiunto che non lascia vedere i suoi films al piccolo per via dei contenuti. "Credo che tra i miei film non ce ne sia nessuno che lui possa guardare"ha detto.
"C'è un mio film, che ho messo l'altro giorno, "Mystery Alaska", avendo totalmente dimenticato di dire che nel film avevo tre figli" ha aggiunto. "Mio figlio mi ha chiesto : che succede qui?, così ho dovuto toglierlo".





Russell Crowe a Los Angeles per la prima di "3:10 to Yuma"

(justjared)
Russell Crowe arriva sul tappeto rosso tenendo per mano sua moglie Danielle Spencer per la prima a Los Angeles del suo nuovo film, il remake del classico western "3:10 to Yuma".





20 AGOSTO 2007


I Rabbitohs hanno vinto per 24 a 18 contro gli Eagles e si portano all'ottavo posto in classifica



18 AGOSTO 2007


Nuovo poster per Yuma

(canmag.com)
Lionsgate ha realizzato un nuovo poster.











16 AGOSTO 2007


Russell Crowe prescelto per il film "Star Trek"

(justjared)
Russell Crowe ripreso con suo figlio Charlie mentre ritira un abito di mamma Danielle, du rante lo shopping da "Harry Who" nella Double Bay di Sydney giovedi 16 agosto. Russell, ha confermato di essere stato contattato dal regista J.J. Abrams per interpretare la parte del cattivo nel nuovo film di "Star Trek". "Russell sta considerando la cosa seriamente" dice una fonte "Da bambino era un fan di Star Trek e questo è positivo. Russell potrebbe avere una parte nello storico film senza dover competere con nessuno dei personaggi del cast originale".

FOTO  QUI

11 AGOSTO 2007


Rabbitohs 24 defeat Dragons 14

(souths.com)
I South Sydney Rabbitohs hanno ottenuto la loro prima vittoria a Wollongong in 18 anni battendo i St George Illawarra Dragons al WIN Stadium per 24 punti a 14 di fronte a 18,382 fans.



7 AGOSTO 2007


Cinema: Matt Damon il più “Redditizio” Di Hollywood

(repubblica.it)
Gli attori di Hollywood sono strapagati, si sa, ma alcuni “rendono” più di quanto guadagnano e Matt Damon è senza dubbio il più “redditizio”. Secondo un’indagine della rivista Forbes, Damon ha il miglior profitto in base al suo stipendio, più del doppio rispetto a Tom Hanks e Tom Cruise. Per ogni dollaro pagato alla star per i suoi ultimi tre ruoli i rispettivi film ne hanno fruttati 29. Secondo Forbes i primi due episodi della trilogia “Bourne”, interpretata da Damon, ha incassato circa 850 milioni di dollari nel mondo al box office e grazie alle vendite dei dvd. Tra le attrici invece è Jennifer Aniston la più “redditizia”, che, con un ritorno di reddito lordo di 17 dollari si piazza al quinto posto nella lista, grazie soprattutto al ruolo in “Ti odio, ti lascio, ti…” che ha incassato 288 milioni al box office. Al secondo posto nella classifica Brad Pitt, ex marito della Aniston, che è in grado di fruttare 24 dollari per ogni dollaro del suo stipendio, seguito da Vince Vaughn che con 21 dollari si contende il terzo posto con Johnny Depp. Quest’ultimo con i “Pirati dei Caraibi” ha incassato 92 milioni di dollari negli ultimi 12 mesi, più di quanto un attore abbia mai guadagnato. “Le migliori star di Hollywood non sono gli attori che fanno incassare di più” ha detto Michael Ozanian, direttore di Forbes in una nota. In coda alla classifica della rivista si trovano attori come Adam Sandler (9 dollari di ritorno per ogni dollaro di stipendio), Will Ferrell e Jim Carrey ( 8 dollari). Secondo la ricerca colossi di Hollywood come Hanks, Cruise e Will Smith, invece, fruttano rispettivamente 12, 11 e 10 dollari per ogni dollaro di stipendio. Ultimo Russell Crowe con un rapporto salario-incassi di 1 a 5 dollari. Forbes ha calcolato gli incassi netti per film sommando il valore al botteghino e quello delle vendite dei dvd e sottraendo poi la spesa di budget.



6 AGOSTO 2007


Ridley Scott si dà al Monopoli

(Los Angeles Times)
Il regista Ridley Scott ha confermato di essere coinvolto nel progetto cinematografico tratto dal celebre gioco Monopoli. Intervistato sull'argomento, Scott ha dichiarato:
"Monopoli è ancora il gioco di società più famoso al mondo. Quindi si tratta davvero di trovare l'universo di quel gioco. Perché chiaramente deve essere umoristico e per famiglie. Pensate al divertimento che suscita, in particolare quando vostro zio riesce improvvisamente ad acquistare Park Lane - in Inghilterra abbiamo Park Lane, Mayfair e Barclay Square, cosa c'è in America? Park e Madison? - E, dunque, notate che le persone cambiano: siete testimoni a un fenomeno simile a Jekyll e Hyde. C'è qualcosa di istericamente divertente in tutto ciò e penso che sarebbe un film piuttosto eccitante.” Vi ricordiamo che, al momento, Ridley Scott è uno dei registi più impegnati di tutta Hollywood: prima che si dedichi ad andare in prigione senza passare dal via e ad acquistare il Parco dei Principi, lo rivedremo sullo schermo con American Gangster, Body of Lies (con Leonardo DiCaprio e Russell Crowe) e Nottingham, rifacimento delle vicende di Robin Hood, descritte come un triangolo d'amore tra Robin, Marion e lo sceriffo di Nottingham (Russell Crowe).





Finalmente on line il  sito ufficiale di "3:10 to Yuma"





Su celebrity baby blog una stupenda foto di tutta la famiglia Crowe al completo.



4 AGOSTO 2007


Panthers 32 - Rabbitohs 16

(souths.com)
I Penrith Panthers hanno battuto i South Sydney Rabbitohs 32 a 16 al CUA Stadium di Penrith di fronte a 10,845 fans.



Su IMDB  finalmente c'è la data di uscita in Italia di "American Gangster":

18 GENNAIO 2008!!!



3 AGOSTO 2007


I BRA BOYS IN VERSILIA IN ATTESA DELLA PRIMA DEL FILM

(surfcorner.it)
La family Inside ospita la tappa dei "Bra Boys" per la proiezione in anteprima del loro tanto atteso film. E' in questi giorni ospite della famiglia Inside uno dei Bra Boys, in vacanza in Versilia nell'attesa dell'arrivo di tutta la Bra-Family al completo che attualmente si trova impegnata nel tour promozionale dell'omonimo film "The Bra Boys", successo in Australia e in tour in giro per il mondo. Koby Abberton, protagonista del film, insieme ai suoi fratelli ed altri ospiti a sorpresa, hanno scelto la Family Inside per appoggiarsi a quella che sarà la presentazione italiana del video, e chiaramente anche se in acqua sarà impossibile poter dire la nostra, cercheremo perlomeno di tenergli testa nella session serale del Big Party che stiamo organizzando con tutto il team Inside al completo. Mai e poi mai avrei immaginato di poter conoscere ed ospitare quella che per chi segue il surf a 360 gradi è considerata come la tribù surfistica più importante di tutti i tempi..... Un grazie particolare va ai fratelli Francesco e Giovanni Palattella i quali hanno già condiviso molte onde assieme ad alcuni dei "BRA BOYS" nei loro secret più importanti ed hanno un legame molto stretto con alcuni di loro.
THE BRA BOYS
I gladiatori delle onde raccontati dalla voce ruvida di Russell Crowe. Maroubra beach, Sydney, Australia. Vento, rocce, dune. Libertà selvaggia. Qui i bambini scarabocchiano il mare, surfano, vanno sotto, poi tornano dritti, col sorriso divertente e sprezzante di chi ha bevuto, ma almeno ha guardato in faccia la vita. Un cartello avvisa: vietato nuotare, corrente troppo forte. Le case sono basse, niente grattacieli. La gente ti passa accanto scalza, con aria professionista, la tavola sottobraccio, non ha tempo da perdere. Questa è la Wall Street del surf, ma ha un cuore nero e spirito operaio. È la spiaggia degli arrabbiati, dei figli di nessuno, dei reietti. Musica, slang, rap. Acqua azzurra, acqua chiara, esistenze torbide. Non Bondi beach, il mare dell'alta società, con la schiuma addomesticata, ma le correnti spericolate, quelle che tolgono il fiato e capovolgono. Se riemergi, sei fortunato. Cavalloni e scogliera, in mezzo tu. Anzi loro. I Bra Boys. È il documentario dell'anno, tutti in fila a vederlo. Un sapore di mare acido: disperazione, machismo, violenza. Ma anche coraggio, incoscienza, sfida del pericolo. Gioventù bruciata, oggi. Un Mercoledì da leoni era un film romantico sulla generazione che scopre il '68 cercando l'onda perfetta. I Bra Boys è la sua versione moderna. Il sentimento è cambiato, l'innocenza anche, i coltelli tagliano, le pistole sparano. Maroubra compare per la prima volta nelle mappe nel 1890. È subito mare di disastri: nel 1899 affonda la Tekapo, che fa rotta tra Sydney e la Tasmania, in cerca di carbone. La nave si rompe in tre pezzi, un anno prima è naufragata l'Hereward. A Maroubra è difficile restare a galla, troppa natura rissosa. La prova di virilità è tuffarsi dalla scogliera senza finire sulle rocce. Marlon Brando aveva la moto, questi hanno il surf. Nel documentario c'è passato e presente, rabbie antiche e nuove di una tribù del mare che è sempre stata mal sopportata dalle autorità. È girato dai protagonisti, con materiale loro. Gli Abberton, una gang. Fratelli di violenza, ma anche di surf, sempre in cerca dell'onda. Koby, Sunny, Jai, Dakota (che resta in ombra). Tre padri diversi, stessa madre, Lynn, eroinomane. Povertà e squallore. E una mitica nonna, Ma', che li cresce. La storia di Koby: "Ho lasciato la scuola a sette anni, gli insegnanti mi chiedevano perché non avessi l'uniforme. Non avevamo soldi. Ho vissuto tutta la mia vita a Maroubra in una casa popolare, ci sono nato anche, perché mia madre eroinomane, in ospedale avrebbe avuto problemi. Non era un bel quartiere: gang, spacciatori, risse, fucili. Era difficile tenersi lontano dai problemi. L'unico padre che conosco è uno scassinatore di banche, che si è beccato 12 anni per rapina. Non era mio padre, ma il compagno di mia madre, che nascondeva pistole e passamontagna sotto il letto. Per me e il mio amico Jed quelle armi sono state i nostri giocattoli". "Un giorno, avevo 12 anni, entrai a casa, mamma e il compagno stavano sparandosi in vena l'eroina. Ho urlato al suo boyfriend di uscire, lui mi ha picchiato con una mazza da baseball e mi ha spinto fuori a calci. Da allora non sono più tornato a casa. Sono andato da mio fratello Sunny e ho cominciato a piangere. Lui mi ha detto: "Non preoccuparti, dimentica, metti tutto quello che hai nel surf e te la caverai". Così mi sono trasferito da lui, ho dormito sul divano con i suoi amici, abbiamo preso casa insieme e il resto è nel documentario. Non ricordo nient'altro della mia infanzia, se non che a 13 anni ho cominciato a fare surf e non ho più smesso". Koby diventa il padrone delle onde. Il divo ribelle che viene dalla periferia del mare. Il più pazzo. Ha una bella faccia, soprattutto vera. Si butta tra le rocce, si taglia, ma riemerge, si ricuce, si ributta. Adrenalina stupida ma meravigliosa. Il fratello Jai invece pare uno che non c'è molto con la testa. Il nome Bra Boys è un diminutivo: sia di brothers che di Maroubra. Per la polizia i Bra sono una banda di criminali e di gangster del surf. Il 22 dicembre 2002 i Bra e la polizia si ritrovano nello stesso edificio, ma su piani diversi. I Bra festeggiano il ventunesimo compleanno di uno di loro, Mark Matthews, la polizia celebra la vigilia di Natale. Nessuno si vuole bene. C'è uno scontro, feriti e sirene nella notte. I Bra sono duecento, lottano come disperati, vincono. Nel 2003 c'è un'altra notte buia e tempestosa: Jai Abberton, ora 32enne, è in macchina con Tony Hines, un altro della gang. Discutono per via di una fidanzata. Tony ha un carattere difficile e aggressivo, quasi psicopatico, si è fatto cinque anni per stupro. I due litigano, Tony è seduto davanti. Bang, bang. Colpi nella nuca, da dietro. Tony si accascia, il suo corpo viene ritrovato in fondo al mare. È volato giù dalla scogliera, già morto. Jai non nega: "Era pieno di odio, mi minacciava". Passa due anni in carcere, nel 2006 il processo stabilisce che è stata legittima difesa. Intanto è finito dentro l'inchiesta anche il fratello Koby, con l'accusa di falsa testimonianza. Il giudice lo condanna a 9 mesi e sorride: "Sospendo la sentenza". I giurati baciano e abbracciano Koby, orgoglio dell'Australia nel surf. I Bra sono di nuovo liberi. Loro sono buoni, il cattivo era l'altro. "Abbiamo cominciato a controllare la nostra zona, non volevamo girasse eroina. All'inizio eravamo in venti, ora siamo quattrocento. Sapevamo di una casa, dove alcuni spacciavano, ci siamo andati, li abbiamo cacciati. Il quartiere grazie a noi è migliorato, adesso ci sono i bar, i caffè, ci vengono le famiglie. È bello avere sempre qualcuno che dà un'occhiata alla comunità, noi non ci lasciamo mai soli". Il motto dei Bra è che ce la devi fare, senza paura. Ride or collide with us. Devi spingerti dove c'è il successo. "A Maroubra non c'è scelta. Puoi fare il calciatore, il pugile, il surfista, ma devi sempre sforzarti per superare i limiti e diventare il numero uno. Altrimenti non è il quartiere per te". I Bra esercitano diritto di proprietà, controllano la spiaggia, chi entra ed esce. Nel dicembre 2005 i fatti di Cronulla quando la banda attacca un gruppo di libanesi colpevoli di aver visitato il loro mare. Anche il surf non vuole stranieri. È una guerriglia razzista: come si permettono? Poi la pace tra le comunità, siglata con modi mafiosi. Maroubra diventa sempre più cronaca nera, però anche sentimento di appartenenza. Ora la fratellanza è diventata un brand alla moda, si chiama My Brother's Keeper. T-shirt, tatuaggi, tavole, occhiali. "Noi Bra siamo legatissimi, possiamo anche litigare, ma facciamo subito pace. Abbiamo attraversato insieme i pericoli e ne siamo usciti. Se non hai qualcuno a cui stai a cuore è difficile fare strada, trovare i mezzi. Se sei di qui, tutti ti guardano male, e finirai di sicuro in prigione. La vita non ti lascia altra scelta, ti indicano come un delinquente e finisci per diventarlo. Quel ragazzo, Hines, era uno stupratore, un killer, uno disturbato. Io ho avuto paura per Jai. Sapevo che sarebbe stata dura difenderci, noi non eravamo perbene, noi non eravamo educati. È sempre facile scagliarsi contro i rifiuti della società. Noi parliamo male, siamo ignoranti. In tribunale è venuta ad accusarci gente che nemmeno ci conosceva. Hanno testimoniato contro Jai, dicendo che era un drogato. Abbiamo chiesto esami clinici e dimostrato che Jai era pulitissimo. La cosa peggiore di tutte queste udienze è stata restare chiusi in tribunale per giorni e giorni, senza poter surfare. Ho resistito solo perché con la testa rivedevo le mie onde preferite. E non sentivo i giudici, ma il rumore del mare". Nel documentario firmato da Sunny Abberton e da Macario de Souza detto Macca, brasiliano, anche lui surfista, c'è quasi tutto. La tribù che si denuda davanti alla macchina da presa e mostra segni e cicatrici di pallottole e coltellate. Perché se sei un Bra devi per forza esserti scontrato con qualcosa e qualcuno. L'attaccamento alla nonna, unica figura femminile a cui si vuole bene per sempre. Le ricerche per l'onda perfetta e poi via tutti in camper. Gli squarci sulla pelle di quando si viene sbattuti via in malo modo, come un moscerino, da un mare che non ti vuole e ti spezza le ali. Ci sono anche i giochi stupidi dei giorni da calma piatta, le feste di bambini che non sanno crescere, lotte, pugni, testate, ubriacature, risse, petardi nei costumi altrui, e poi l'atto sublimale, darsi fuoco con la benzina e buttarsi giù dalla scogliera. Gavettoni pericolosi, poche donne, solo di contorno. Perché i Bra sono guerrieri machi, sempre a tu per tu con l'eroismo da onda. E Russell Crowe ne è rimasto colpito: "Non ho chiesto soldi per fare la voce narrante del documentario. Quando ero ragazzo e lavoravo per mantenermi, avevo degi amici di Maroubra, conosco la zona. Anche se non sono un surfista, e in acqua ho la grazia di un pinguino ubriaco". Forse Crowe passerà anche alla regia, c'è infatti un progetto per sviluppare il documentario, come è successo per Dogtown and Z Boys, storia di un mitico gruppo di skater di Venice, California, diventato il film Lords of Dogtown. Perché ora Maroubra è diventata tendenza. E si parla dei Bra Boys come nuovi eroi, esempi per la gioventù, ora che un campione come Ian Thorpe ha lasciato il nuoto. Fino a dieci anni fa nessuno a Sydney diceva di venire da Maroubra. Tutti si vergognavano. Voleva dire essere disgraziati, avere l'accesso rapido al carcere di Long Bay Gaol, senza possibilità di rivincita. Adesso l'immagine di Maroubra è cambiata, è meno cattiva, meno cupa, anzi affascinante, grazie al documentario. Il punto di ritrovo dei Bra è sempre la spiaggia (lato sinistro) e il bar del Maroubra Bay Hotel dove alle toilette per indicare uomini e donne c'è il disegno degli slip. La tribù la riconoscete perché ha il nome Bra tatuato sul ventre e perché nei negozi è diventata una merce. I fratelli Abberton, prima in bancarotta, ricercati ad Adelaide anche per furto, hanno firmato contratti consistenti. Soprattutto Koby, un milione di dollari come testimonial di occhiali. Da piccolo gangster a grande star, sempre più in trasferta, ora si fa vedere in giro con Paris Hilton. Non ha più molto tempo per volare sulle cime del mare, ma ha Maroubra sempre in fondo al cuore. "Veniamo dalla spiaggia, è stata la nostra scuola, vogliamo che continui a esserlo. Maroubra non deve essere discriminata. È aperta a tutti. Per questo abbiamo organizzato un fondo che aiuti i ragazzi più poveri". Santi Bra, la conversione dei teppisti delle onde, dalla spiaggia allo schermo. Ma la cosa più bella e più vera del documentario è Koby che scorrazza sotto le onde ciclopiche in un posto dell'Australia occidentale. Una parete d'acqua che mozza il fiato. E il suo miscuglio di follia, bravura, voglia di vivere e di morire. Passando sotto la curva dell'ultimo mostruoso cavallone.